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LUCA 11,1-4

Tuesday 04 August 2020by  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Hits : 59

Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: "Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli", e se quello dall'interno gli risponde: "Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani", vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono».

A volte la preghiera viene presentata come una lotta con Dio, un corpo a corpo con lui (Genesi 3223-33) qui Gesù la raccomanda come invadenza sfacciata, l'invadenza di questo personaggio che per risolvere il suo problema non si fa scrupolo di andare a buttar giù dal letto a mezzanotte un amico.

Paolo raccomanda di pregare con insistenza e audacia, perché "non abbiamo ricevuto uno spirito di timidezza" (2^ lettera a Timoteo 1,7) ma quello spirito da figli che permette la confidenza e un'insistenza da bambini capricciosi.

Credo che qui ci sia in gioco innanzitutto l'immagine immediata che ciascuno ha di Dio: un padre con cui si può tirare la corda? Un amico con il quale si può essere inopportuni? Papa Francesco ha detto che è più facile che ci stanchiamo noi di chiedere perdono a Dio che lui di perdonarci. Appunto.

E qui ci sta un altro spunto: che cosa chiediamo di solito a Dio e che cosa dovremmo dobbiamo davvero chiedere a lui? Forse la risposta sta nel Padre Nostro e nel vangelo di domani. Intanto serve la risposta dell'immediatezza.

Aggiungo la notizia sul santo ricordato oggi dalla liturgia: Giovanni Maria Vianney, curato di Ars e patrono dei parroci.

Nasce l'8 maggio 1786 a Dardilly da una famiglia di contadini, e ancora bambino deve impegnarsi nell'accudire le bestie e lavorare nei campi. Al suo desiderio di diventare prete si oppose il padre, e ci volle l'aiuto del parroco di Ecully perché il giovane potesse accedere al seminario, dove incontrò molte difficoltà nello studio. Consapevole della sua scarsa preparazione intellettuale, si lasciò istruire dal Signore, coltivando un'intensa vita di preghiera e di adorazione.

Ordinato sacerdote a 29 anni, tre anni dopo venne inviato come curato ad Ars, piccolo paese sull'altipiano di Dombes, dove all'indifferenza nella fede si associava la rilassatezza dei costumi. Il nuovo curato si mise all'opera con zelo, e presto le poche famiglie pie del villaggio lo seguirono. Pregava a lungo per la conversione della sua parrocchia, e alla preghiera aggiungeva digiuni, penitenze, austerità e povertà di vita. La gente ne rimaneva impressionata.

Ben presto il nome del curato di Ars varcò i confini della regione, e la gente cominciò ad affluire da ogni parte della Francia. Dalla sua persona emanava una profonda forza di attrazione. Per il grande concorso di fedeli era costretto a confessare fino a 16 ore al giorno. Aveva la capacità di vedere l'animo umano nella sua nudità, e pieno di comprensione penetrava i segreti più intimi dei penitenti, portandoli con amore di fronte alla misericordia del Signore. Morì a 73 anni nel 1859. Fu canonizzato nel 1925 da papa Pio XI.

Location : milano
Contact : Don Aurelio
LUCA 11,1-4

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