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ISAIA 43,1-6

Monday 10 August 2020by  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Hits : 58

Così dice il Signore Dio che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare, poiché io sono il Signore, tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore. Io do l'Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l'Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita. Non temere, perché io sono con te; dall'oriente farò venire la tua stirpe, dall'occidente io ti radunerò. Dirò al settentrione: "Restituisci", e al mezzogiorno: "Non trattenere; fa' tornare i miei figli da lontano e le mie figlie dall'estremità della terra"».

Oggi è la festa di san Lorenzo martire e le letture della Parola di Dio sono state scelte a commento della sua vicenda, soprattutto della sua morte. Serve, dunque, ricordare innanzitutto la sua storia che trascrivo dal martirologio del monastero di Bose.

A Roma nel 258 subisce il martirio Lorenzo, diacono della chiesa capitolina, ricordato nel Canone romano. Sebbene si sappia ben poco riguardo alla sua nascita e alle modalità della sua esecuzione (il supplizio della graticola sarebbe leggendario), il luogo e la data del suo martirio sono attestati da una tradizione molto antica. Secondo il racconto della sua passione, egli fu arrestato insieme a papa Sisto II e ad altri diaconi della capitale durante la persecuzione di Valeriano. Poiché amministrava il denaro della chiesa, Lorenzo fu in un primo tempo risparmiato, nella speranza di ottenere informazioni sui beni della comunità. Egli invece distribuì ai poveri i pochi averi di cui allora la chiesa disponeva, e davanti alle ingiunzioni delle autorità romane presentò poveri, storpi e ciechi dicendo: «Questi sono i tesori della chiesa». Si avviava così alla testimonianza estrema del martirio dopo aver vissuto in piena fedeltà al vangelo di Gesù Cristo il ministero che gli era stato affidato dalla chiesa. Nel Verano, sulla via Tiburtina, sorse poi sulla sua tomba la basilica che porta il suo nome, la prima delle trentaquattro chiese di Roma dedicate a Lorenzo, il più amato martire romano.

Credo che il ricordo di un martire possa ispirare a ciascuno di noi la domanda circa la radicalità con la quale viviamo il vangelo, un po' la stessa che ispirava la vedova del vangelo di ieri. Da qui la preghiera perché sia donato anche a noi lo stesso spirito, che poi è lo stesso amore per il Signore Gesù e per ogni fratello. E trovo appropriato, qui, un commento del teologo Balthasar, riportato dallo stesso martirologio a commento della vicenda di san Lorenzo.

Così insegna Paolo: «Se uno solo morì per tutti, allora tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, affinché coloro che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che per loro è morto e risuscitato» (2Cor 5,14-15). Poiché gli sono debitore della mia esistenza, avendo lui dato la sua esistenza per la mia, il ringraziamento non può essere espresso altrimenti che con tutta l'esistenza. Qui sta la logica del cristianesimo: non si può dir grazie in modo adeguato se non con tutta la propria esistenza. (H. U. von Balthasar, Cordula ovverosia il caso serio).

Trascrivo le intenzioni della preghiera dei fedeli di ieri per chi volesse prolungarle nella propria preghiera durante la settimana:

1. Per ogni cristiano che la domenica celebra la risurrezione del Maestro, perché nella vita di tutti i giorni sappia mettersi in ascolto di chi in modo semplice e radicale fa la volontà di Dio, ti preghiamo.

2. Perché sappiamo riconoscere in ogni persona la presenza del Dio vivente e possiamo onorare nei poveri la sua dimora privilegiata, preghiamo.

3. Perché ci sia donato di custodire con la contemplazione e l'umiltà del cuore la possibilità di appoggiare solo a Dio la verità e la libertà della nostra vita, preghiamo.

4. Per tutta la società civile, perché sappia custodire con decoro e rispetto i luoghi che la tradizione ha dedicato al pensiero della presenza di Dio, ti preghiamo.

5. Per tutti quelli che in ogni parte del mondo ancora sono vittime della pandemia e per chi se ne prende cura, per quanti sono in difficoltà economiche, per chi è dimenticato, ti preghiamo.

Location : milano
Contact : Don Aurelio
ISAIA 43,1-6

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