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LUCA 11,37-44

Thursday 13 August 2020by  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Hits : 58

Mentre il Signore Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno? Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro. Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l'amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».

È la seconda volta che Gesù va a pranzo da un fariseo (la prima al cap. 7 è quella che sfocia nell'incontro con la peccatrice che gli lava i piedi con le lacrime e glieli asciuga con i capelli) e anche questa volta da indagato/accusato si trasforma in accusatore.

In un certo senso continua sul filo del tema dell'interiorità-esteriorità inaugurato con l'immagine della lampada e dell'occhio che qui diventano il bicchiere e il piatto e poi continua con i guai (qui i primi tre e domani il resto).

Gesù se la prende con una religiosità di facciata, solo esteriore e talmente vuota che ha bisogno di moltiplicare i gesti per darsi consistenza, ma non arriva al cuore che invece è pieno di avidità e cattiveria. Dunque una religiosità che invece di guarire il cuore nutre solo l'apparenza e che potrebbe funzionare nella misura in cui questi personaggi invece di avere a cuore la propria immagine si prendessero a cuore l'immagine del prossimo con l'elemosina.

Tutto chiaro anche per noi: la verifica della fede è sempre la carità: "avevo fame e mi avete dato da mangiare... quando, Signore? Ogni volta che...".

Più ascoltiamo la parola di Dio con l'effetto di una luce che ci invade sempre di più, più dobbiamo diventare instancabili nel fare la strada del buon samaritano, perché la nostra sicura salvezza è proporzionale alla vita sicura che riusciamo a garantire al prossimo.

Location : milano
Contact : Don Aurelio
LUCA 11,37-44

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