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GIOVANNI 17,20-26

Wednesday 19 August 2020by  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Hits : 57

Ciao, buona e soprattutto bella giornata, perchè oggi è la festa di san Bernardo, patrono di questa parrocchia oltre che splendida figura di monaco, nonostante la sua predicazione per la Crociata e la sua posizione nella vicenda di Eloisa e Abelardo, d aurelio

P.S. x i Comasini: auguri a Sergio Legramandi, oggi è il suoi compleanno.

Alzati gli occhi al cielo, Gesù pregò dicendo: «Padre santo, non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Oggi ricorre la memoria liturgica di san Bernardo di Clairveaux che, ovviamente, per questa parrocchia è una festa grande, anche se poi i festeggiamenti sono rimandati alla prima domenica di ottobre. Motivo per cui mi sono permesso di cambiare il vangelo previsto dal lezionario e sostituirlo con questo che la liturgia romana prevede per questa occasione.

Si tratta della parte finale della preghiera con la quale nel vangelo di Giovanni Gesù conclude il lunghissimo dialogo con i discepoli nell'ultima cena prima di uscire e andare nel giardino oltre il torrente Cedron.

Credo che la scelta di questo vangelo in riferimento all'opera, al pensiero e alla vita di Bernardo sia giustificato da due riferimenti. Il primo all'instancabile azione di unità promossa da Bernardo in tutta Europa tra i discepoli del Signore e non solo e di questo proprio la popolazione cristiana di Milano è testimone. Il secondo è in riferimento al tema dell'amore del Padre verso Gesù che dimora in coloro che sono di Gesù e trasfigura la loro esistenza, come testimonia un testo di Donato Ogliari, Abate ordinario dell'abbazia territoriale di Montecassino, riportato dall'Osservatore Romano di ieri, dal titolo significativo: Pellegrino dell'assoluto al servizio dei fratelli.

"La sua visione antropologica si rifà fondamentalmente a quella cristiana, secondo la quale in ogni essere umano è impressa l'immagine di Dio. Tuttavia, per far emergere questa immagine e preservarla dalle deformazioni causate dal peccato, il credente deve intraprendere un cammino di conoscenza di sé alla luce del Cristo, il quale, con la sua incarnazione, ha reso visibile il volto di Dio Padre. È dunque grazie all'adesione amorosa a Cristo Gesù che l'essere umano può entrare in contatto con la bellezza trasparente della Grazia, riscoprire la propria somiglianza con Dio e — indipendentemente dal proprio stato di vita — sentirsi spronato a fecondare il tempo e la storia con la forza luminosa del Vangelo. Il senso profondo dell'esistenza umana consiste, dunque, nel suo essere orientata, col concorso della libera volontà, verso l'Amore di Dio concretizzatosi in Cristo Gesù. Di qui l'affermazione di Bernardo: «Consentire ed essere salvi sono la stessa cosa», che ci conferma come la sua sia un'antropologia esistenziale profondamente teologica e cristocentrica, costruita a partire da Dio e attorno a Dio, il quale ha reso visibile e concreto il suo amore nel Figlio suo Gesù. A questo amore incarnato, gratuito e senza misura, il credente è chiamato a corrispondere con un amore che — per quanto imperfetto — ne imiti la gratuità: «Amo perché amo — scrive Bernardo —, amo per amare». Dalla genuinità di questo amore dipende la capacità di contrastare ogni forma di chiusura egoistica e di aprirsi alla rettitudine e alla ricerca del bene attraverso la carità".

Un contributo ulteriore può venire dal seguente passaggio che estrapolo dal martirologio del Monastero di Bose: "Uomo dotato di un carattere forte, ricco di dolcezza e di capacità di amare e farsi amare, Bernardo seppe interpretare l'itinerario della ricerca di Dio, imprescindibile secondo la Regola di Benedetto, come un progressivo passaggio dalla memoria Dei alla presentia Dei nel cuore del monaco; tale passaggio avviene, secondo Bernardo, grazie all'accoglienza della Parola di Dio nella fede e all'esercizio faticoso ma gioioso della carità fraterna. Al centro della sua rilettura della Regola sta infatti l'interpretazione del monastero come «scuola di carità».".

Finisco ricordando che lui ha scritto pagine numerosissime e intense a commento del Cantico dei Cantici e che nelle Litanie dei Santi che in alcune occasioni si usano in questa parrocchia, Berardo viene invocato come "monaco abitato dalla compassione" che è proprio quella forma dell'amore che ci abilita da una parte a "patire" insieme al Signore Gesù e dall'altra con ogni fratello.

Location : milano
Contact : Don Aurelio
GIOVANNI 17,20-26

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