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LUCA 15,8-10

Monday 31 August 2020by  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Hits : 54

Ciao, buona giornata e buon inizio di settimana, con un pensiero di speciale gratitudine al Signore per il card. C. M. Martini nell'ottavo anniversario della morte, d aurelio

Il Signore Gesù disse: «Quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto". Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Nel percorso della liturgia della Parola (quello concretamente scelto dal Lezionario Ambrosiano) da ieri siamo entrati in una nuova tappa, quella che va dalla memoria del martirio di Giovanni Battista fino alla festa della dedicazione della cattedrale. Di fatto succede che: nei giorni feriali la prima lettura viene scelta tra i libri del Nuovo Testamento mentre i brani del vangelo continuano ad essere del vangelo di Luca, preferito agli altri tre dalla liturgia ambrosiana per conservare la preferenza dello stesso sant'Ambrogio. Più precisamente: da oggi la prima lettura inizia l'ascolto della prima lettera di Pietro, il vangelo riprende da dove si era interrotto prima della settimana dedicata alla figura di Giovanni Battista.

Il brano di oggi presenta la seconda delle tre parabole della misericordia raccontate da Gesù (la prima è quella del pastore che perde una pecora e lascia le 99 la terza è quella del padre misericordioso con i suoi due figli: sia verso il figlio che da casa se ne era andato sia verso il figlio che in casa non voleva più entrare) per far capire a farisei e altre brave persone come mai egli accogliesse pubblicani e peccatori e mangiasse con loro.

L'annuncio della misericordia è un aspetto essenziale – ovvio che non è l'unico - della rivelazione di quel Dio capovolto (crocifisso) che è il di più del vangelo rispetto a qualsiasi sistema religioso, cristiano-cattolico-romano compreso. Misericordia è il modo di Dio di fare giustizia che vince con il bene il male sia in chi lo riceve che in chi lo procura. Non si tratta di chiudere un occhio, non si tratta di ebete irenismo o di buonismo politicamente scorretto, perché Gesù l'ha pagata sulla sua pelle la misericordia di Dio. Ma – appunto – sulla sua di pelle, su quella di Dio e non l'ha fatta pagare a nessun altro.

Dunque il regno di Dio, cioè quel mondo, meglio, quell'umanità che prende vita innanzitutto in Gesù e dopo di lui in quelli che respirano la sua risurrezione (san Paolo ieri parlava di figli della luce, svegliati e illuminati da Cristo), il regno di Dio funziona così: lì nessuno vale così poco da non meritare che Dio, proprio lui, metta a soqquadro il mondo pur di trovarlo e di fare festa come se avesse trovato il tesoro più prezioso.

Si capisce che questo abbia delle ricadute (dei costi?) anche su chi vuole e spera di fare la strada di Gesù. E questo lo capiscono i cristiani pensanti, ma pure tutti i cittadini disposti a ragionare sulla enorme complessità della situazione piuttosto che a dare ascolto alle emozioni, soprattutto a quelle che hanno origine nella zona dell'ombelico. Ma il regno di Dio non è un optional, è la rivelazione di come e cosa potremmo/dovremmo fare per far camminare il mondo verso il futuro al meglio per tutti e senza danni collaterali per qualcuno (per i soliti).

Dunque il bene comune prevede che il mondo o almeno buona parte di esso, si fermi per cercare un disperso, sia che si tratti di un varesotto portato via l'altro ieri da un torrente in piena, sia che si tratti di un migrante a bordo dell'imbarcazione esplosa ieri davanti alla spiaggia di Sellia Marina, tra Crotone e Catanzaro. Prevede che si cominci a pensare che l'economia sarà meno danneggiata da un simile stop che non dal contrario. Certo che i meccanismi sono complessi, ma finché ragioneremo tutti (tutti chi?) a partire dal su e giù del Dow Jones i benefici reali saranno ridicoli rispetto ai danni collaterali.

E certamente Dio ci aiuterà a percorre una strada così, aiuterà l'umanità a farlo, mentre sono certo che troverà il modo di mettere qualche inciampo sulla strada (autostrada) del Bolsonaro di turno.

Trascrivo le intenzioni della preghiera dei fedeli di ieri per chi volesse prolungarle nella propria preghiera durante la settimana:

1. Perché cresca in ciascuno di noi la gratitudine verso la benevolenza di Dio creatore per il magnifico dono del creato e perché cresca in tutti la decisione di impegnarci a custodirlo e preservarlo per il bene delle future generazioni, preghiamo.

2. Perché in ogni uomo e ogni donna del mondo cambi il modo di percepire il creato e di relazionarsi ad esso e tutti diventiamo più audaci nell'abbracciare stili di vita improntati a maggiore semplicità e solidarietà, preghiamo.

3. Per quanti occupano una posizione di rilievo in ambito sociale, economico, politico e culturale, perché accolgano l'urgente appello a prestare responsabilmente ascolto al grido della terra e ad attendere ai bisogni di chi è marginalizzato, preghiamo.

4. Perché sia sempre più condivisa e globale l'azione tesa a risanare il creato ferito e si trovi presto una strada genuina e duratura per risolvere la crisi ecologica dando la giusta priorità alla solidarietà e al servizio dei più miseri, preghiamo.

5. Per tutti quelli che in ogni parte del mondo ancora sono vittime della pandemia e per chi se ne prende cura, per quanti sono in difficoltà economiche, per chi è dimenticato, ti preghiamo.

Location : milano
Contact : Don Aurelio
LUCA 15,8-10

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