Francesco e Bartholomeos

Domenica 25 maggio 2014 alle 19 nella basilica del santo sepolcro a Gerusalemme, a 50 anni dallo storico incontro tra il patriarca di Costantinopoli Athenagoras e papa Paolo VI (5 gennaio 1964 , fu la prima volta dal 1439 che i primati della chiesa di Roma e della chiesa di Costantinopoli si incontrarono, e fu l'inizio del dialogo che prosegue fino ad oggi!), avverrà l'incontro tra papa Francesco e il patriarca Bartholomeos , fortemente voluto e desiderato da entrambi, una nuova importante tappa sul cammino dell'unità dei cristiani.

Il patriarca Bartholomeos ha recentemente dichiarato:
"Finora dalla diaconia pubblica del Papa Francesco sono rimasti impressionati persino i non cristiani. L'ethos di semplicità e di affetto nei confronti di ogni persona umana, soprattutto verso i sofferenti e i poveri, che distingue la predicazione e il modo di vivere del Papa Francesco, corrisponde allo spirito evangelico e quindi alle esigenze del tempo presente, e facilita enormemente il dialogo ecumenico. Gli ortodossi non percepiscono ora nell'istituzione papale nessun tratto di prepotenza, quella che in passato aveva molto ostacolato i rapporti tra cattolici e ortodossi. Pertanto, l'esempio di Papa Francesco pone su basi nuove l'intero cammino del dialogo ecumenico."
"Attribuisco un gran rilievo all'incontro con Papa Francesco a Gerusalemme, che, peraltro, avevo personalmente proposto, nel nostro primo colloquio il giorno dell'inizio del suo pontificato. Il carattere di questo incontro sarà, innanzitutto, celebrativo, in quanto coincide con il 50° anniversario dello storico incontro tra il Papa Paolo VI e il mio compianto predecessore Atenagora, nella città di Gerusalemme nel 1964. Non dobbiamo sottovalutare questo carattere celebrativo dell'incontro La storia non deve essere dimenticata, perché può diventare maestra nel presente.
Quell'incontro, allora, richiedeva non poca ispirazione e coraggio, e ciò va riconosciuto con gratitudine da noi successori. Alquanto significativa è la forza anche simbolica del luogo nel quale si realizzò quel incontro, che avvenne proprio lì dove il Nostro Signore pregò il Padre Suo per l'unità di tutti coloro che credono in Lui. La preghiera e il comandamento del Signore «che tutti siano una sola cosa», ci interroga sempre e ci ricorda un dovere che, purtroppo, spesso dimentichiamo. Pertanto, l'incontro del prossimo maggio darà un rinnovato impulso ai rapporti delle due Chiese, alla luce dei nuovi dati storici. Oggi il mondo affronta problemi, la cui soluzione impone la collaborazione fraterna e l'azione comune tra tutti i cristiani, sulla via verso la piena comunione, secondo la volontà di Nostro Signore."