Approfondire la fede del 2 giugno 2013

LA NUOVA ETICA
«Ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere,
ero pellegrino e mi ospitaste, nudo e mi copriste, infermo e mi visitaste,
ero in carcere e veniste a trovarmi» (Mt 25,35-36)

Quando prendiamo in considerazione la dimensione etica del cristianesimo, dobbiamo fare attenzione a non sentirci superiori nei confronti degli altri. Anche nelle altre religioni viene praticato un comportamento davvero umano. E noi cristiani siamo ben
lontani dal praticare pienamente i comandamenti fissati da Gesù. E, tuttavia, nel dialogo con le altre religioni possiamo testimoniare con gratitudine che Gesù si presenta come colui che annuncia una nuova etica, perché nelle religioni non si esprimono solo posizioni umane. Le religioni ci mostrano piuttosto il motivo in base al quale dovremmo comportarci in modo umano e dovremmo amare il prossimo invece di combatterlo. In quanto cristiani, invece di porci su un piano superiore rispetto agli altri, dovremmo rielaborare insieme con le altre religioni l'ethos di cui l'umanità ha bisogno oggi, nell'epoca della globalizzazione, per poter vivere per sempre nella pace, nella giustizia e nel rispetto del creato. (...)

Gesù ha collegato in modo nuovo amore di Dio e amore del prossimo. Questo legame è stato messo in risalto in modo chiaro da papa Benedetto XVI nella sua prima enciclica. L'amore di Dio rende possibile l'amore del prossimo: «Esso consiste appunto nel fatto che io amo, in Dio e con Dio, anche la persona che non gradisco o neanche conosco. (...) Allora imparo a guardare quest'altra persona non più soltanto con i miei occhi e con i miei sentimenti, ma secondo la prospettiva di Gesù Cristo».
L'amore del prossimo possiede sempre anche una componente politica. Non si tratta solo di preoccuparsi di chi soffre, ma di lottare anche per le giuste strutture nella società, benché non sia mai raggiungibile la giustizia piena.
I Padri della Chiesa hanno derivato la superiorità del cristianesimo nei confronti dell'etica delle altre culture e religioni soprattutto dal comandamento dell'amore per il nemico. Tuttavia, oggi dobbiamo essere sinceri a questo proposito. Anche nelle altre religioni è presente il comandamento dell'amore per il nemico. E già all'epoca di Gesù la filosofia greca – in particolare la Stoà – predicava l'amore per tutti gli uomini, perché tutti prendono parte alla discendenza divina. Tuttavia, Gesù non si è semplicemente servito dell'ideale greco dell'amore universale per gli uomini, ma parla consapevolmente dei nemici. Il suo comandamento dell'amore per il nemico è una conseguenza della sua immagine di Dio. Dio stesso fa splendere il sole sui buoni e sui cattivi. (...)

(il testo presentato è una sintesi curata da M. Sfligiotti delle pagine 108-111 del libro di Anselm Grün LA FEDE DEI CRISTIANI settimana per settimana seguiranno le sintesi delle pagine successive con l'intenzione di suggerire un supporto per approfondire la fede)