Approfondire la fede del 16 giugno 2013

SPIRITUALITÀ CRISTIANA
«Se uno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce e mi segua»(Mt 16,24)

La spiritualità cristiana possiede molti elementi presenti anche in altre spiritualità. (...) Anche qui vale il presupposto che la spiritualità cristiana è legata alla persona di Gesù Cristo. Il suo scopo è far sì che diventiamo sempre più permeabili allo Spirito di Gesù Cristo. Questo significa che noi siamo in Cristo e che Cristo è nel nostro comportamento, nel nostro parlare e tacere e nella nostra irradiazione nel mondo. (...) Ma la via cristiana verso la permeabilità si distingue da quella delle altre religioni.
Vorrei spiegarlo con l'esempio del silenzio, un aspetto centrale di molte religioni. Il buddhismo mira – per esempio nella meditazione zen – immediatamente al silenzio. Tutte le immagini e tutti i pensieri dovrebbero essere abbandonati. Non sono importanti.

L'uomo dovrebbe svuotarsi di immagini e pensieri e sentimenti. Nel puro vuoto l'uomo diviene uno con Dio. Nella spiritualità cristiana, al contrario, la via passa per la parola e l'immagine verso il silenzio privo di parole. La parola mi apre la porta al mistero senza parole di Dio. Dio mi parla. Ho la sua parola come traccia nel mio cuore. Ma Dio va al di là anche delle parole. Si può trovare nel puro silenzio, in cui lasciamo andare tutte le immagini e le parole su Dio. (...)
Spesso l'ebraismo e, di conseguenza, anche il cristianesimo sono stati descritti come «religioni del libro». Si tratta sicuramente di un giudizio unilaterale, in cui è presente una parte di vero: la parola e il linguaggio svolgono nel cristianesimo un ruolo importante. La parola di Dio, che pronunciamo, che cantiamo, è qualcosa di sacramentale, in cui Dio stes-so ci tocca e apre il nostro cuore al suo mistero. Nella parola si apre per noi il cuore di Dio. E la parola esige una risposta. (...) Le parole sono sempre dense di emozioni. Per questo i cristiani e gli ebrei conoscono una relazione emotiva con Dio. Dio tocca il mio cuo-re. Mi colma con il sentimento di amore, affetto, benevolenza e pace. Nella parola della Bibbia Dio ci viene incontro. Nelle molte parole della Bibbia Dio ci appare come il Di-Fronte, come il tu che ci interpella. Le parole lasciano riecheggiare la persona nel nostro cuore.
Le parole creano una realtà. E vale anche il contrario: senza parole la realtà rimane fuori dalla nostra portata. Le parole della Bibbia creano una realtà propria, uno spazio, in cui Dio, il mistero indicibile e indescrivibile, ci si presenta e riecheggia come persona. (...)
Il cristianesimo, tuttavia, non ama solo la parola, ma anche le immagini, che la Bibbia e la liturgia ci mettono davanti agli occhi. Le immagini aprono le porte a Dio. Spalancano il nostro cuore a Dio. Le immagini toccano le nostre emozioni. E giungono fino al nostro inconscio. Le immagini aprono il nostro inconscio a Dio, così Dio può permeare ogni cosa in noi. E le immagini hanno una funzione terapeutica su di noi. Il cristianesimo ha sempre espresso la sua fede per immagini. Gesù stesso ci parla per immagini. (...) Le immagini della Bibbia vogliono «annidarsi» in noi per permeare il nostro corpo e la nostra anima, il conscio e l'inconscio, e colmarci della salvezza di Dio. (...) Accanto alle molte immagini della Bibbia, che ci aprono una finestra e attraverso le quali riconosciamo la nostra vera essenza, ci sono le molte immagini che gli artisti hanno dipinto per farci avvicinare al mistero della fede cristiana. Nel fare questo le immagini non hanno solo un intento pedagogico. Nelle immagini intravediamo il mistero di Dio, che si trova al di là di ogni immagine. Nelle immagini Dio si annida nella nostra anima. (...)
Le molte immagini che gli artisti cristiani hanno creato nel corso dei secoli rappresentano una grande ricchezza. L'ebraismo e l'islam rigettano del tutto le immagini. Ma se l'uomo non può esprimere mediante immagini i suoi sentimenti per Dio, i sentimenti cercano altre strade. Una spiritualità priva di immagini corre sempre il rischio di divenire aggressiva. Le immagini trasformano le aggressioni e le emozioni. Il cristianesimo si è conquistato a fatica le immagini.
Il divieto delle immagini presente nell'Antico Testamento è stato ripreso durante la cosiddetta guerra contro le immagini – iconoclastia – nell'VIII secolo per introdurre anche nel cristianesimo la condanna delle immagini. I sostenitori delle immagini si richiamavano alla lettera ai Colossesi, che definisce Gesù Cristo «l'immagine del Dio invisibile» (Col 1,15). Il pittore russo Vasilij Kandinskij (1866-1944) definisce la pittura un «linguaggio che si rivolge all'anima solo nella forma propria delle cose, che per l'anima rappresentano "il pane quotidiano", cose che l'anima può accogliere solo in questa forma». Là dove le immagini vengono proibite, l'anima umana viene lasciata da sola. Oggi lo riconosce anche la Chiesa evangelica. Nella lotta iconoclastica dell'Illuminismo si è privata di un tesoro importante. Oggi i teologi evangelici al pari dei teologi cattolici sentono che l'uomo ha bisogno delle immagini per essere salvato. La tradizione cristiana ha prodotto meravigliose immagini per la meditazione, come l'immagine di Giovanni che appoggia il capo in grembo a Gesù, che rappresenta il nostro desiderio di amare e di essere amati, o la Pietà, che rappresenta il nostro dolore e contemporaneamente lo trasforma. Le immagini fanno parte in modo essenziale della spiritualità cristiana. Sono espressione dell'incarnarsi di Dio in Gesù Cristo. Naturalmente ci dobbiamo sempre ricordare che le immagini sono «finestre», attraverso le quali guardiamo a Dio oltre ogni immagine. (...) Nonostante la plasticità delle immagini, Dio per noi rimane sempre al di là di esse. E anche l'immagine originaria e autentica che ciascuno di noi si è fatto di Dio è, in ultima analisi, indescrivibile. Non possiamo riassumerla a parole, ma solo intuirla. (continua)
(il testo presentato è una sintesi curata da M. Sfligiotti delle pagine 131-141 del libro di Anselm Grün LA FEDE DEI CRISTIANI settimana per settimana seguiranno le sintesi delle pagine successive con l'intenzione di suggerire un supporto per approfondire la fede)