Tempo di Quaresima

IL PADRE DLLA GLORIA ILLUMINI GLI OCCHI DEL VOSTRO CUORE

Il gesto di Gesù verso il cieco nato, che sembra modellare un occhio nuovo capace di vedere la luce, può essere interpretato come una raffigurazione simbolica della conversione, vista come un incontro con la luce per poi camminare pienamente nella luce. La conversione può essere purificata da ogni riduzione moralistica solo in questo modo: cambiando il nostro modo di guardare la realtà, la vita e le cose. L'occhio nuovo del guardare è dato da Cristo: un occhio che insegna a guardare diversa-mente secondo la parola del Maestro, per poi vivere diversamente. Questo tipo di conversione Giovanni lo chiama "camminare nella luce", e lo riassume molto bene nella sua Prima Lettera (1 Gv 1,5-7). [...]
Coloro che pretendono di credere pur non cambiando la loro vita, si sbagliano e vengono chiamati "mentitori". "Dio è luce"; chi si pone in rapporto con Dio non può vivere nel peccato, come chi vive esposto alla luce non può rimanere nell'ombra: fede e vita di peccato sono inconciliabili, come la luce e le tenebre.
Una vita che non si converte, che non cammina nella luce, è come uno che vuol ri-durre la luce alla dimensione della propria tenebra, costringendo la luce della fede dentro il muro della propria cecità. Con questa operazione, forse possiamo consolare un poco la nostra cecità e renderla un poco meno insopportabile; ma noi rimaniamo ciechi e questo vanifica l'opera di Cristo, perché egli non è venuto per consolare i ciechi ma per guarirli.
(E. MENICHELLI, I simboli biblici nel Vangelo di Giovanni, pp. 100-101)