Quando Martino V arrivò su una mula

Un'altra visita di un Papa a Milano: non solo un evento attesissimo, nel suo profilo ecclesiale, religioso, come pure civile e sociale, ma anche una presenza che, per molti motivi, si può a ragione definire "storica" soprattutto perché Milano non ha visto nei secoli molti pontefici "solcare", come si diceva un tempo, le vie della città.

Se notissime sono, naturalmente, le visite del 1983 e dell'anno successivo di Papa Wojtyla - la prima per il XX Congresso eucaristico nazionale e la seconda per il IV centenario della morte di san Carlo - e viva nella memoria quella di Papa Ratzinger per il Family Day nel 2012 non così è per il penultimo Papa che arrivò a Milano. Infatti, pochi sanno che occorre andare indietro nel tempo di secoli: per l'esattezza di oltre mezzo millennio, 566 anni, fino al 1418, quando Ottone Colonna, 206° successore di Pietro, varcò le porte del Ducato di Milano, governato allora dal tetro e misterioso Filippo Maria Visconti.
Milano, del resto, per Papa Martino era solo la tappa di un lungo e lento viaggio verso Roma, dove arrivò nel settembre 1420, dopo aver lasciato Costanza nel maggio del 1418, alla chiusura del famoso Concilio.
Una sorta di "giro d'Italia" che vedrà la corte papale toccare Torino, Pavia, appunto Milano, Mantova, Ferrara, Ravenna, Forlì, Firenze. In questo contesto, possiamo forse immaginare che la sosta milanese non fosse stata voluta per una particolare amicizia o vicinanza alla città in quanto tale, tanto più che l'equilibrato e saggio Martino giunse nel Ducato Visconteo il 12 ottobre 1418, a un mese esatto dalla notte nella quale Filippo si era macchiato dell'infame tortura e decapitazione della moglie Beatrice, accusata a torto di adulterio, solo per liberarsene.
E, inoltre, anche il Papa veniva da momenti non facili, dopo essere stato eletto pontefice - proprio il giorno di San Martino del 1417 - da 23 cardinali e 30 delegati al Concilio di Costanza convocato per risolvere lo scisma che aveva visto regnare contemporaneamente addirittura tre Papi. Comunque sia, le cronache narrano dell'ingresso di Martino su una mula bianca, affiancato da Filippo Maria, cui facevano seguito, ben 12 cardinali, magistrati, dignitari, nobili arrivati dall'intero Ducato e, "folla immensa", giunta dal contado.
La prima tappa fu il Duomo, dove il Pontefice sostò in preghiera all'altare dell'antica basilica di santa Maria Maggiore. E, difatti, la figura di Martino V, per la nostra città, è legata indissolubilmente alla «casa di tutti i milanesi».
In ventiquattro ore, secondo Andrea Biglia, o in due giorni, secondo il Corio, dal 14 al 16 ottobre, presente Martino a Milano, per ordine del Duca si demoliscono l'abside e la volta della vecchia basilica, spostando l'altare nel nuovo Duomo. Invitato a consacrare la Mensa eucaristica, cerimonia che equivaleva alla consacrazione del nuovo tempio, fu, come è ovvio, il Papa nella terza domenica di ottobre, festa della Dedicazione della Cattedrale, che cadeva in quel 1418, il giorno 16.
A memoria dell'evento e della sua visita rimane la bella statua gotico-lombarda datata 1424 di Jacopino da Tradate, che rappresenta Martino V benedicente, infissa nel retrocoro del Duomo, accanto all'ingresso della Sacrestia Capitolare.